Vanessa atalanta e Vanessa cardui – storia di un viaggio incredibile

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Vanessa atalanta*. Non si tratta di una tifosa della nota squadra di calcio bergamasca ma di una vistosa farfalla piuttosto comune nelle campagne, nelle aree verdi urbane e nelle le praterie di montagna.
Questo colorato e appariscente lepidottero ha tuttavia una vita del tutto sorprendente: l’adulto può vivere quasi un anno, non ha particolare timore dell’uomo, è in grado di effettuare lunghi viaggi migratori verso il Nord-Europa partendo dalle regioni settentrionali dell’Africa e può anche ibernarsi nei periodi più freddi!

Vanessa atalanta

Chi passeggia nelle belle giornate autunnali per parchi e giardini l’avrà sicuramente ammirata mentre sfreccia rapida per poi posarsi a terra, sul tronco di un albero o addirittura sui propri vestiti!
Qual è però il motivo della relativa abbondanza di questa farfalla proprio nel mese di ottobre? A quanto pare, la nostra penisola è una delle rotte migratorie più frequentate da tutti gli individui che, dopo essersi riprodotti nelle regioni settentrionali dell’Europa, scendono verso le aree mediterranee e l’Africa settentrionale per trascorrervi l’inverno.
La Vanessa atalanta mostra un comportamento migratorio peculiare: gli individui si spostano in volo solitario, senza formare associazioni con altri consimili (comportamento molto diffuso invece in molte specie di uccelli ma non solo, alti lepidotteri come la farfalla monarca nelle Americhe forma stormi di migliaia di individui durante le sue migrazioni) e la velocità del volo si attesta su una media di 14 chilometri orari con un’altezza di circa un 1 metro dal suolo.

il sottoala della Vanessa atalanta

Così come esiste una migrazione autunnale, dobbiamo aspettarci anche un flusso migratorio in primavera che, tuttavia, presenta un numero di individui di norma assai inferiore a quello osservato in autunno.
Il motivo di questa drastica riduzione sembrerebbe legato alla alta mortalità degli individui nati nella primavera precedente, tanto che solo il 3-5% delle farfalle sopravvivrebbe fino alla successiva stagione riproduttiva. Altri studi però sembrano indicare che la migrazione possa avvenire a quote molto elevate e quindi di difficile osservazione diretta.
Una specie assai simile alla Vanessa atalanta e che mostra un comportamento migratorio quasi analogo è la conspecifica Vanessa del cardo (Vanessa cardui). Questa farfalla può compiere rotte talvolta assai più lunghe, raggiungendo addirittura le regioni tropicali. Anche in questo caso, l’osservazione diretta del flusso migratorio della Vanessa del cardo è assai arduo poiché migra a quote molto elevate. Fatto confermato solo recentemente attraverso studi condotti con sofisticati rilevamenti radar in grado di rilevare il movimento dei lepidotteri in migrazione.

Vanessa del cardo – foto di Daniele Capello

La Vanessa atalanta e la Vanessa del cardo sono specie inconfondibili per i loro colori e sono tra le farfalle più comuni delle nostre regioni, soprattutto nei periodi migratori.
La Vanessa atalanta può essere talvolta avvistata addirittura durante le giornate invernali più miti. Non tutti gli individui migrano, alcuni cercano anfratti rocciosi, vecchi edifici abbandonati e cavità in vecchi alberi, dove vanno incontro al cosiddetto “processo di ibernazione”, un rallentamento delle funzioni vitali non molto differente dal più celebre “letargo” particolarmente diffuso in molte specie di mammiferi. Colonizza svariati ambienti, con una predilezione per aree fresche o umide, caratterizzate dalla presenza di piante ruderali come l’ortica o la paretaria di cui si nutre la larva.  Gli adulti si cibano invece di nettare, della linfa di alberi e arbusti, di frutta marcescente ed anche di escrementi animali.
La Vanessa del cardo è invece legata ad ambienti più secchi e soleggiati, dove trova numerose specie di cardi e affini (es. Cirsium sp.), specie di cui si nutre la larva.

Il sottoala della Vanessa del Cardo

Per concludere, lo studio dei flussi migratori di queste farfalle non è solo utile per approfondirne la biologia e il comportamento, ma può aiutarci a comprendere meglio i mutamenti climatici in atto.
Il mutamento comportamentale degli organismi migratori è infatti uno dei fattori che sembra maggiormente risentire del riscaldamento globale e dei conseguenti inverni miti verificatisi negli ultimi anni. Tutto ciò sembra produrre un ritardo del periodo migratorio rispetto ai dati storici consueti ed anche una riduzione degli individui in migrazione a favore di popolazioni residenti sempre più numerose.

© Sémhur / Wikimedia Commons, via Wikimedia Commons

Rotte migratorie della Vanessa del Cardo – © Sémhur / Wikimedia Commons, via Wikimedia Commons

Tenete gli occhi bene aperti in questo periodo e se volete, inviateci le vostre osservazioni di Vanessa atalanta (completa di località, direzione di volo, numero individui se possibile) o segnalate voi stessi le vostre osservazioni utilizzando le piattaforme on-line come Ornitho** o Naturalist.
Contribuite insieme a noi allo studio di queste interessanti farfalle!

Buona Natura!
Roberto Ostellino

*“Vanessa” È un nome recente e di origine letteraria, inventato dallo scrittore Irlandese Jonathan Swift e successivamente utilizzato dal naturalista danese Johan Christian Fabricius, grande estimatore di Swift proprio per descrivere un genere di lepidotteri: Vanessa sp. “Atalanta” è un celebre personaggio della mitologia greca, una fanciulla abile nella caccia e imbattibile nella corsa.

**Ornitho è partner ufficiale del progetto Insectmigration – https://insectmigration.wordpress.com

 

Fonti:
Silvano Benvenuti , Paolo Dall’ Antonia & Paolo Ioalè (1994) Migration pattern of the red admiral, Vanessa atalanta L. (Lepidoptera, Nymphalidae), in Italy, Bolletino di zoologia, 61:4, 343-351, DOI: 10.1080/11250009409355905
http://dx.doi.org/10.1080/11250009409355905
https://insectmigration.wordpress.com
http://animaldiversity.org – University of Michigan
http://www.ukbutterflies.co.uk
https://en.wikipedia.org/wiki/Vanessa_cardui
https://en.wikipedia.org/wiki/Vanessa_atalanta

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