Un ostello per Api solitarie

Un paio di anni fa decidemmo di costruire sul nostro balcone, un piccolo reticolo di canne di bambù che doveva fungere da supporto per vasi di piantine aromatiche e ornamentali e che avrebbe consentito a eventuali rampicanti di trovare il giusto supporto per la loro crescita.

Le canne di bambù però ci riservarono subito una piacevole e inaspettata sorpresa. Alcune api solitarie scelsero proprio le cavità delle canne per deporre le loro uova, sigillando poi le suddette cavità con l’argilla. Aspettammo tutta l’estate per vedere se da quelle celle sarebbe venuto fuori qualcosa di interessante. Tuttavia restammo delusi, nessuna giovane ape apparve e con l’arrivo dell’inverno ci dimenticammo di quella curiosa visita primaverile.

Con l’arrivo della nuova stagione mite però, ecco che le nostre canne di bambù esplosero nuovamente di vita. Proprio in questi giorni il traffico areo nei dintorni del nostro balcone è impressionante!
Le api solitarie, che abbiamo scoperto appartenere al genere Osmia, sono indaffaratissime e sembrano non curarsi della nostra presenza. Al pari, noi abbiamo presto imparato a muoverci sul balcone nella più totale indifferenza e timore per il loro lavoro, soffermandoci tutt’al più a osservare meravigliati questo piccolo e bellissimo spettacolo che ci ha regalato la primavera.

Cosa aggiungere?
Comprate anche voi qualche canna di bambù e fissatela sul vostro balcone se volete assistere a qualcosa di tanto bello, semplice e meraviglioso.

Buona Primavera a tutti!

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3 commenti:

  1. Buon giorno, ho letto il vostro articolo e visto il video, per quello che so sulle api non sono silitarie o api sperdute dato che come si sa le api sono membri integranti di un’alveare . E senza la loro regina muoiono. Pero se resistono vuol dire che che anche una regina. E a questo punto vi siggerirei di prendere una piccola arnia con i pannelli di cera e cercare di farle traslocare.

    • Ciao Ivano.
      Le api di cui parliamo nell’articolo e di cui hai visto video e fotografie non sono Apis mellifera, la comune ape che tutti conosciamo e che viene allevata per la produzione di miele ma Apoidei del genere Osmia.
      Potremmo definirle cugine della comune ape europea da cui differiscono per svariati caratteri sia morfologici che sociali. Proprio la mancanza di una struttura sociale (con Regina e caste) fa si che questi insetti vengano definiti “api solitarie”. Si trovano spesso in gruppo, come nel nostro caso, ma ogni femmina si prende cura delle proprie larve.

      A questo link in trovi maggiori informazioni anche per un eventuale costruzione di un “hotel per insetti”
      http://www.museocieloeterra.org/chi-siamo/lab-insetto/le-api-solitarie-le-osmie

      A presto!
      Roberto

  2. carmen iacobuzio

    Trovo questa esperienza inaspettata e interessante. Io amo le api e il miele. Sul mio balcone che, in questa stagione, è spesso fiorito e che è attrezzato di un vaso con le aromatiche spesso fanno capolino api, non solo di quale specie, per rifornirsi di nettare. Io nella totale derisione dei miei figli con delicatezza le accarezzo. E’ una descrizione un po’ bucolica, ma io nutro molto rispetto per questi insetti marcatori di inquinamento e soprattutto grandi impollinatori.

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