Si è concluso il progetto NATURA da CASA

Si è concluso il progetto NATURA da CASA, un bioblitz (progetto con scadenza temporale) avviato sulla piattaforma iNaturalist il 18 marzo 2020 e terminato il 3 maggio 2020, in corrispondenza della chiusura della Fase 1 di quarantena in Italia.

Obiettivo del progetto è stata la raccolta di osservazioni di specie selvatiche nell’intorno di casa, dal balcone, dalla finestra o nei cortili e giardini domestici.

L’iniziativa, partita quasi per gioco, ci ha sorpresi molto positivamente, sia per il numero di partecipanti, cresciuto giorno per giorno, sia per la notevole mole di dati raccolti che potete osservare nella grafica soprastante.

Anche il numero di territori coinvolti è stato notevole, arrivando a interessare 28 comuni, di cui 23 nella provincia di Torino, 2 in quella di Cuneo e rispettivamente 1 per le provincie di Alessandria, Bergamo e Trento.

Siamo molto felici dei risultati ottenuti e speriamo che il nostro lavoro possa essere d’aiuto ai cittadini, alle amministrazioni locali e al mondo della scuola per tutelare tutte quelle preziose forme di vita che abbiamo attorno a noi nella quotidianità e che sono sempre più minacciate dal nostro agire.

Pensieri e riflessioni da parte di alcuni partecipanti


Lorenza PirettaPino Torinese

Il Progetto è stato molto interessante ed ha reso il periodo di restrizioni un po’ meno “pesante”. Si possono scoprire quante specie convivono in un prato, in un’area limitata, e realizzare cosa vuol dire “biodiversità”.L’utilizzo di Inaturalist è anche semplice ed efficace per soddisfare le curiosità naturalistiche, quasi divertente.


Tommaso RenzulliTorino

Durante il periodo di lockdown, chiuso tra le quattro mura di un piccolo appartamento di Torino, il balcone di casa è stato il mio unico affaccio verso la natura, quella che è sempre stata presente attorno a me e che spesso mi è passata inosservata ignorandone l’esistenza, cercandola il più delle volte a chilometri di distanza da casa magari in campagna, in montagna o al mare.
Ho colto con entusiasmo l’invito di Roberto a partecipare al progetto INaturalist “Natura da Casa”, che ha permesso prima di tutto di liberarmi dalle preoccupazioni della pandemia e di scoprire un pezzo di natura cittadina che è molto più varia di quanto potessi immaginare.
Come diceva Marcel Proust, “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”.


Guglielmo VacircaRivoli

Non ho alcuna esitazione a dire che è stata una attività gratificante e perciò sono grato a Roberto che ha inventato e curato l’iniziativa.
Perché è risultata tale?
Per una serie di ragioni.
Quando iniziò il confinamento domestico che ricorderemo come Fase 1 dell’epidemia COVID-19, ero reduce da un anno molto brutto dal punto di vista personale ed ero quindi pieno di aspettative per la primavera.
Tra di esse c’era senza dubbio quella di sfruttare la potenza di iNaturalist in lunghe, remunerative e libere ore nella natura.
Avevo conosciuto questo tool-piattaforma-social network un anno fa, ad un bel corso di ripasso di botanica organizzato da Roberto, e ne ero rimasto subito colpito e lo avevo usato già un po’, con le limitazioni date da contingenze personali del mio 2019.
Il disappunto del confinamento, generale per tutti o quasi per tutti, si concretizzava per me anche come la rinuncia ad una primavera di studio delle piante.

Quando Roberto propose il tema, se proprio devo essere sincero, ero un po’ perplesso perché le specie selvatiche osservabili erano davvero poche. E ciò benché io abbia la fortuna di vivere in una casa con giardino.

Ma mi sono immediatamente ricreduto.

Il desiderio di aggiungere osservazioni si è tradotto nell’obbligo di aprire gli occhi e mi si è disvelata un’insospettata quantità di viventi che avevo sotto gli occhi da anni, ma che non guardavo per lo scarso appeal che ha talora ciò che è domestico e poco appariscente.
Certo nulla può eguagliare la struggente bellezza di una fioritura alpina di luglio o l’aromatica festa della campagna toscana in estate, tanto per fare due esempi, ma, accantonata quella spettacolarità impossibile, è iniziata una entusiasmante scoperta che quasi ogni giorno rivelava sorprese. Ogni giorno dichiaravo solennemente a colazione: – oggi non troverò nulla -. E poi venivo smentito, in giardino o in una passeggiata di circa 200 metri di raggio o andando a fare la spesa.

Ma cosa avrò mai scoperto di così insospettato?

Dunque, ho al mio attivo 134 osservazioni per 112 specie nel periodo di progetto. Non sono tante rispetto ad altri, ma invece di considerarne il numero mi faccio questa domanda: – quante specie non conoscevo e ora conosco? –

La risposta è 58, cioè più di metà. Non è poco e, per di più, di buona parte di esse non conoscevo neanche l’esistenza (funghi e insetti soprattutto).

Quindi ho imparato cose che non avrei imparato probabilmente per anni o forse mai.

In secondo luogo, la ricerca sistematica e difficile di cose nuove mi ha divertito e mi ha fatto passare ore serene, nonostante la grave preoccupazione del periodo. Le ore della ricerca in senso stretto e anche le ore dell’approfondimento che ad essa seguivano. Senza quelle ore il confinamento sarebbe stato molto più pesante. In realtà ore serene è un’espressione un po’ riduttiva perché in certi casi ho proprio provato entusiasmo, come per esempio quella volta in cui iNaturalist ha introdotto apposta per me una specie (un virus) perché ero il primo osservatore della specie nella comunità mondiale di iNaturalist. E cos’era poi? Un virus di una pianta comune, visto chissà quante volta, ma senza alcun interesse (da parte di nessuno, peraltro, tant’è che non esisteva la voce in iNat). E questo è solo un esempio.

Entrambe le cose mi hanno ricordato il romanzo “Viaggio intorno alla mia camera” di Xavier de Maistre, scritto nel ‘700, che non mi era piaciuto nel modo in cui è scritto ma che esprime benissimo l’idea che in un microcosmo ci può essere un universo. Idea di cui in fondo ero convinto da sempre, ma che non avevo mai sperimentato empiricamente con tanta evidenza.

E poi ho trovato utile il meccanismo di apprendimento che si innesca usando iNaturalist. È un apprendimento che si avvale di meccanismi cooperativi molto efficaci, che tutti abbiamo sperimentato. Ne parlerei a lungo, ma qui vogliamo solo due parole e non troppe parole. Vorrei però dire che, avendo io una certa età, verifico come sia più difficile imparare le cose, specie quando ciò implica imparare nomi. E quindi ogni modo per potenziare l’apprendimento è particolarmente benvenuto.

E per ultimo aggiungo che ho interagito con alcune persone. Alcune sono “nel mondo”, e sono gli identificatori o coloro per sui sono stato io identificatore. E altre persone sono tra le 46 persone che hanno partecipato al progetto. E con queste mi piacerebbe, una volta tornata la possibilità di incontrarsi, un’occasione collettiva di conoscenza personale e non per iscritto e che sia “sul campo” in senso letterale, battendo tutti insieme un posto nuovo.

Bene, penso tutte queste cose e altre cose sulle quali non mi dilungo.

Grazie ancora a Roberto e, tra voi, a tutti quelli che hanno dato attenzione alle mie osservazioni in queste settimane.


David (Dave) ShawRivoli

Accidental countryside, insects and a hoopoe calls!

A great morning out in the sun! Took a slightly diffferent route – a longer route taking in the park Giardino Pubblico Vittime di Lavoro and then doubled back towards Corso Francia and the rough verge outside the Gardenia Blu shopping mall.

There the grass is long with common urban pioneers – mallow (Malva sylvestris) , yarrow, (Achillea millefolium) alfafa I think, but the main point is that the plants have been allowed to grow – some reaching a metre in height, including, in a drainage channel from the Tangenziale, a monstrous rape plant two metres high (I think…. Brassica napa) It is gloriously scruffy and full of life: wall lizards on the bare concrete and in and out of the drains and other goodies for the project: 2 spot ladybird a cranefly (Tipulidae) and many small flies. An expert with a good camera could take some wonderful photographs there. This kind of waste ground, left over from human use of the land is now often referred to as incidental or accidental countryside by British ecologists. It is important because as the real countryside is trashed by farmers it is increasingly there that you go to see wildlife. It is also there that town dwellers can have their first contacts with wild plants insects and even mammals!

The little patch I have described links up with the embankments of the ring road, which, if cut much less often could be a superb home for wildlife. I imagine you have been enjoying the parks and condominium gardens which have in many cases remained uncut because of the pandemic. I have spoken to our gardener and he has left a few uncut squares of bugle (ajuga reptans) and ox-eye daisy for a while. These tiny reguges are good for honey bees and common carder bees (pascuorum if I am not mistaken – don’t bet on it!!) I hope to eventually ask the residents here to allow him to be a little more ambitious but they will be – as you say here “ossa dure”. They are terrified of what they consider to be disorder. One solution would be to ensure the edges of the uncut areas are clean and neat to give the message that they are intended to be “wild” as part of a principled stance in defence of nature and not the result of pure neglect.

I feel that through this project we can absorb energy and strength and help to spread the message to others. It is imperative that the young are given the chance to learn a little about their immediate environment and to love its colour, its texture and its vitality. We can help that process. I am hoping when the isolation ends to offer quick trips around the gardens for kids and adults alike here. Let me know what you think of this idea and other ways we can combat apathy and distance from nature!!

Final word: I went out too late for most of the resident birds but heard a hoopoe (having seen a bird a few days ago) and two greater spotted woodpeckers, one of which I saw. I think we will have few surprises this spring as we observe our local patches more closely!


Ma l’avventura non è finita!
Ripartiamo subito con un nuovo progetto dedicato all’esplorazione degli spazi naturali nei nostri comuni di residenza.

Buone osservazioni e buone contemplazioni della Natura!

Roberto Ostellino

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