Non c’è il sole? È bello lo stesso!

Articolo pubblicato sul portale del Parco del Monviso

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Spesso e volentieri, per programmare una gita o un’escursione, aspettiamo una bella giornata soleggiata e consultiamo con ansia svariate previsioni meteorologiche e, alle prime avvisaglie di nuvole o pioggia, siamo pronti ad annullare i nostri appuntamenti all’aperto.
Se il nostro obiettivo era quello di passare una tranquilla giornata sdraiati su di un prato, la scelta è più che condivisibile ma se al contrario l’intento era quello di immergersi nella natura, potremmo aver perso una clamorosa occasione per fare interessanti incontri naturalistici.
Chi poi rinuncerebbe a una passeggiata in una bella giornata soleggiata per andare invece a passeggiare di notte in una Riserva Naturale o lungo un sentiero in un bosco?
Ebbene, ecco qualche esempio di ció che vi siete persi fino ad ora:

Uno spettacolare temporale sulle risaie vercellesi

La pioggia
Nelle giornate uggiose o di pioggia leggera, l’attività di alcuni anfibi si fa più intensa. L’umidità diffusa ad esempio, invita le salamandre ad uscire dai loro rifugi rendendole facilmente osservabili. Potreste incontrare facilmente poi anche altri anfibi come rane e rospi, più attivi rispetto alle calde giornate di sole. Sia ben chiaro peró, il nostro non è certo un invito a sfidare acquazzoni o violenti temporali, in queste condizioni infatti, oltre a rischiare la nostra incolumità, non riusciremmo ad osservare nulla!

Raganelle in accoppiamento

La notte
Che dire poi di una bella camminata notturna in uno spazio naturale? Pochi immaginano la ricchezza di vita che anima le notti primaverili ed estive. I canti di rane, raganelle e rospi possono diventare una colonna sonora addirittura assordante se nei pressi del vostro cammino vi è uno stagno o un piccolo laghetto. I richiami dei rapaci notturni potrebbero spaventarvi o sorprendervi e magari, con un po’ di fortuna, potreste anche incontrare una Civetta, un Assiolo o un Allocco. Piccola curiosità del mondo notturno primaverile: di notte non cantano solo gufi e affini ma potreste udire anche il canto melodioso dell’usignolo che in questo periodo dell’anno non termina le proprie attività canore con il calare del sole ma prosegue anche durante le prime ore notturne.

Civetta in sosta durante la caccia notturna

Le fredde giornate d’Inverno
Sono il momento migliore per avvistare molte specie di uccelli svernanti. Molte anatre nordiche durante l’inverno infatti, visitano le nostre regioni colorando e animando laghetti e stagni, tra le più comuni e appariscenti possiamo ricordare il Moriglione e la Moretta. Anche molti passeriformi nordeuropei e di montagna in questo periodo dell’anno si spostano in pianura popolando prati, campi e boschetti, non disdegnando nemmeno i parchi e i giardini di città. Un interessante e spettacolare visitatore invernale in questo senso è l’Averla maggiore, un passeriforme dalle spiccate capacità predatorie che cattura insetti e altri piccoli animaletti. Questo infallibile e piccolo predatore crea una dispensa alimentare infilzando le sue prede nelle spine dei rovi e di altri arbusti di campagna. L’averla maggiore nidifica nel Nord Europa ma molti individui preferiscono trascorrere un inverno più mite nelle nostre campagne, cosicché non è raro avvistare alcuni esemplari nei nostri campi in inverno. L’Averla maggiore, sempre vigile e attenta, si posa sulla cima di alberelli o arbusti o su paletti e insegne dalle quali controlla il proprio territorio di caccia.

Averla maggiore in allerta

Buone escursioni quindi, anche nei momenti più inaspettati della giornata e dell’anno!

Roberto Ostellino

 

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