L’inverno del Birdwatching

L’inverno è da molti considerato una stagione poco soddisfacente per osservare gli animali e il freddo poi non invita a godersi le giornate all’aperto, preferendo spesso alle esplorazioni naturalistiche, il caldo tepore domestico. In realtà questa stagione può regalare grandi soddisfazioni a chi riesce a sfidare la propria pigrizia e le temperature rigide vincendo così il desiderio di restare sotto al piumone!

Un maschio di Ciuffolotto sceso in pianura nell’inverno corrente

Durante questa stagione infatti, gli uccelli possono compiere spostamenti più o meno lunghi, da zone troppo fredde e povere di nutrimento (come il Nord Europa o le aree montane), verso aree dal clima più mite, come le regioni mediterranee e il nord Africa.

E’ soprattutto dopo perturbazioni molto intense o a seguito di rapidi crolli delle temperature nelle regioni settentrionali che si possono osservare nelle nostre pianure un gran numero di uccelli anche insoliti!

Molti passeriformi nordici o provenienti dalle montagne ad esempio, iniziano a visitare le nostre già in autunno, molti proseguono ancora più a sud ma alcuni di questi si fermano nelle da noi anche in inverno, come accade per: Tordi sasselli, Peppole, Zigoli gialli, Frosoni, ecc.

Zigolo golarossa – Druento 2016

Altri sono visitatori tipicamente invernali, come nel caso degli Zigoli golarossa e degli Zigoli delle nevi. Queste specie hanno contingenti svernanti altalenanti da un anno all’altro e la loro presenza nelle nostre regioni dipende dalle condizioni meteorologiche e climatiche delle loro aree di origine: soprattutto l’innevamento persistente e le intense gelate possono indurre queste specie a spostarsi verso le aree più miti del centro e sud Europa.

Di Andreas Nilsson – Foto taget av mig, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2688612

In alcuni inverni accadono poi vere e proprie invasioni di alcune specie nordiche o siberiane: queste fenomeni, con cicli di alcuni anni o anche qualche decennio, sembra siano dovute principalmente a una stagione riproduttiva migliore rispetto al solito e ad un carenza di risorse alimentari nel tipico areale di svernamento. Questo improvviso sovraffollamento costringe molti individui a scendere in aree più meridionali; queste invasioni non sono prevedibili ma sono molto apprezzate dai birdwatcher perchè portano alle nostre latitudini specie molto rare e interessanti come nel caso del Beccofrusone,   la specie più conosciuta soggetta a fenomeni di questo tipo.
(per approfondire: http://www.torinobirdwatching.net/index.php?p=articolo&art=6&lng=it ).

Insomma, neanche in inverno il birdwatcher va in vacanza, anzi! Molti aspettano con ansia la stagione fredda nella speranza di poter osservare alcune specie rare e che non si è riusciti ad osservare nelle stagioni precedenti.

L’inverno è poi sopratutto la stagione degli uccelli acquatici: anatre, oche, svassi e strolaghe sono le star del periodo freddo: dal Nord e dal Centro Europa e a volte addirittura dalla Siberia, giungono un gran numero di individui a popolare i nostri laghi, stagni e fiumi. Anche in questo caso, il motore dalle migrazione invernale è l’abbassamento delle temperature che provocano il congelamento degli specchi d’acqua delle loro regioni e che può durare anche alcuni mesi.

Spesso le anatre si concentrano in specchi d’acqua abbastanza grandi per ospitarne grossi numeri: sono i luoghi preferiti dai birdwatchers per la quantità e il numero delle specie presenti: Morette, Moriglioni, Codoni e le più rare Morette codone, Pesciaiole, Smerghi maggiori e minori, si mescolano ad altre specie come Stolaghe mezzane e minori, Svassi maggiori e collorosso che riempiono occhi, binocoli e cannocchiali (questi ultimi utili sui grandi laghi perché gli animali spesso sono lontani da riva) degli appassionati.

Maschio di Moriglione – Parco Colletta-Meisino di Torino

Anche i gabbiani possono regalare sorprese inaspettate: osservando attentamente un folto gruppo di questi uccelli potremmo scovare individui di specie nordiche in mezzo a quelle nostrane.

Da molti anni è poi attivo sul territorio europeo un progetto di monitoraggio degli uccelli acquatici in inverno: i conteggi IWC (International Waterfowl Census), nei quali, durante le due settimane centrali del mese di Gennaio, ornitologi, il personale delle aree protette e un gran numero di appassionati si ritrovano in campo per contare gli individui svernanti di uccelli acquatici nei vari paesi europei. Conoscere le dinamiche delle popolazioni può fornire importanti indicazioni sullo stato di salute della specie e dei loro habitat elettivi, aiutando così a pianificare azioni di protezione ambientale a livello comunitario. Il monitoraggio costante dei flussi migratori, sia invernali che primaverili aiuta inoltre a comprendere meglio i complessi fenomeni di mutamento climatico in atto nelle nostre regioni.

La prossima volta, se volete, partecipate insieme a noi ai censimenti IWC! Darete così anche voi un contributo importante per la conservazione di molte specie e dei loro ambienti di vita.

Buona Natura!

Daniele Capello e Roberto Ostellino

 

 

 

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