L’AUTUNNO DEL BIRDWATCHING

Visioni autunnali dal Parco del Castello di Racconici (CN)

L’autunno è, insieme alla stagione primaverile, il periodo migliore per il birdwatching: la migrazione post -riproduttiva, cominciata già sul finire dell’estate, trova il suo compimento nella stagione autunnale.

Alla fine di settembre si possono ancora osservare gli ultimi migratori transahariani intenti a raggiungere l’Africa, prima dell’arrivo del freddo europeo. Culbianchi, Prispoloni e Balie nere ad esempio, possono essere avvistati per l’ultima volta nei campi di pianura.

Anche i grandi rapaci come i Bianconi e gli ultimissimi Falchi pecchiaioli (solitamente giovani, gli ultimi a partire) attraversano in questo periodo, i cieli diretti a Sud e non li rivedremo più fino alla prossima primavera.

Culbianco – risaie vercellesi

Col passare dei giorni, cambiano poi i protagonisti della migrazione: dai passeriformi transahariani¹ si passa a quelli intrapaleartici² che arrivano dal Nord e dall’Est Europa per svernare nel bacino del Mediterraneo.

Il più noto tra gli uccelli che annunciano l’autunno è sicuramente il Pettirosso. Il comportamento migratorio di questa specie è però piuttosto particolare. Come altri uccelli, è presente tutto l’anno nel nostro paese ma in realtà gli individui che vediamo in autunno e inverno (particolarmente evidenti in città) appartengono a popolazioni diverse da quelle primaverili: I nostri pettirossi, ovvero quelli che si riproducono in primavera nei nostri boschi di collina e montagna, migrano verso Sud nel periodo freddo e vengono sostituiti dalle popolazioni nordiche che nel frattempo, sono arrivate dalle regioni settentrionali. Anche il Regolo, il Luì piccolo e la Passera scopaiola, che in autunno e inverno diventano molto comuni un po’ ovunque, hanno storie e dinamiche simili a quelle del Pettirosso.

Pettirosso in un parco urbano di Torino

In questo periodo inoltre, varie specie di Cince, Fringillidi e Turdidi, giungono nella nostra regione accompagnati talvolta da rapaci, come  le Poiane nordiche (solitamente più chiare delle nostrane) ed altre specie meno frequenti come ad esempio lo Smeriglio,  le prime Albanelle reali e le rare Aquile anatraie.

Albanella reale maschio – Montanaro (TO)

Tra i limicoli tipici di questa stagione ricordiamo i Piovanelli comuni, i Combattenti e i Corrieri piccolo e grosso che sostano per alcuni giorni nelle nostre aree umide per ripartire poi verso Sud.

Piovanelli comuni e Combattente

Dalla metà di ottobre in avanti, arrivano poi le mitiche Gru, (anche se negli ultimi anni il periodo della loro migrazione sembra essersi spostato nei mesi di novembre e dicembre). Questi grandi veleggiatori, con il sopraggiungere dei primi geli, partono dai loro quartieri di nidificazione situati nel Nord Est dell’Europa, formando enormi stormi che transitano sull’Italia, per raggiungere luoghi dal clima più mite come la Spagna e il Maghreb. Anche in questo caso però, negli ultimi anni si osservano gruppi sempre più numerosi che si fermano a metà tragitto, scegliendo anche molte località italiane per trascorrere l’inverno.

Gru in migrazione – Collegno (TO)

La migrazione delle Gru è un evento spettacolare: nei giorni di picco, si possono ammirare stormi chiassosi formati da centinaia e a volte migliaia di questi animali. L’arrivo delle gru è poi spesso annunciato dai loro tipici vocalizzi emessi durante il volo e così potenti che possono essere uditi a grande distanza. L’emozione ogni anno è sempre grande ed è uno dei momenti più attesi dagli appassionati di natura.

Carta distributiva della Gru Europea - Di Paul Müller-Kaempff - http://www.biologie.uni-hamburg.de/b-online/birds/1617_58.htm, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5314624

Areale distributivo della Gru eurasiatica

Anche gli appassionati di uccelli acquatici trovano soddisfazioni in questa stagione. Migliaia di anatre si spostano da Nord e da Est verso aree meno fredde e meno a rischio di gelo. Tra le molte specie nordiche che visitano le nostre regioni si possono incontrare le comuni Morette, Moriglioni, Alzavole e talvolta alcune rarità come le Pesciaiole, i Quattocchi, le Morette grigie e le Morette codone, anatre che lasciano le regioni nordiche solo in annate particolarmente fredde in Nord Europa e che possono essere osservate soprattutto alla fine dell’autunno e che ancora più raramente possono trascorrere tutto l’inverno nei nostri laghi.

Femmina di Smergo minore – Lago grande di Avigliana (TO)

Altre specie acquatiche di notevole interesse sono gli Svassi tra cui il raro Svasso cornuto, e  le Strolaghe. Tra queste è abbastanza comune osservare un paio di individui all’anno di Strolaga mezzana e Strolaga minore nei nostri laghi. Assai rari sono gli avvistamenti di Strolaga maggiore, e rarissimi quelli della Strolaga beccogiallo.

Per gli amanti delle rarità, i passeriformi sono sicuramente il gruppo che può regalare le sorprese più numerose: Pigliamosche pettirosso, Luì forestiero, e verso la fine della stagione Luì di Hume, Zigoli golarossa e Zigoli delle nevi, sono tra le specie più ricercate e apprezzate dai birdwatcher. Si tratta di rarità in quanto l’areale tipico di queste specie è assai lontano dal nostro e le loro rotte migratorie non passano di norma sulle nostre regioni, spostandosi più a est o addirittura nel centro Asia. Alcuni individui però, possono “sbagliare strada” seguendo altre specie o sospinti da perturbazioni particolarmente intense che li spingono fuori rotta.

Zigolo golarossa – Druento (TO)

La ricerca delle rarità è per alcuni birdwatchers una delle attività più interessanti e gratificanti ma richiede un’ottima capacità di riconoscimento delle specie in campo e un udito sopraffino. In molti casi le rarità vengono prima udite che avvistate e un’ottima conoscenza dei canti e dei versi degli uccelli può risultare decisiva per l’avvistamento di una “rarità”.

Insomma, può valere la pena sopportare i primi freddi e le giornate uggiose perchè in autunno c’è proprio da divertirsi con il birdwatching!

Buona Natura a tutti!

Articolo a cura di Daniele Capello e Roberto Ostellino

Fotografie: Roberto Ostellino, Alfonso Di Rienzo e Daniele Capello

¹ uccelli migratori che nel loro viaggio verso Sud oltrepassano il deserto del Sahara poichè i loro siti di svernamento si trovano nelle regioni equatoriali e/o tropicali-sub tropicali dell’emisfero australe.  

² di uccelli che compiono movimenti migratori di medio o corto raggio restando all’interno della Regione (o Ecozona) Paleartica.

Carta distributiva della Gru Europea – Di Paul Müller-Kaempff – http://www.biologie.uni-hamburg.de/b-online/birds/1617_58.htm ,  Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5314624
See page for author [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons

 

Lo spettacolo delle Gru in migrazione sopra i cieli di Collegno durante un laboratorio dedicato, guarda caso, alla costruzione di mangiatoie per uccelli!

 

 

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